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    The Plant Mag è una raccolta di contenuti, mode e tendenze sul mondo vegetale.

    Dall’alimentazione plant based alla moda, dal design sostenibile alla bio architettura, una pluralità di argomenti, tutti all’insegna della valorizzazione del mondo delle piante, della natura e dell’ecologia.

    Il motore della terra sono le piante, indispensabili alla vita dell’uomo. Oltre ad essere da sempre alla base della catena alimentare, sono anche fonte di ossigeno, calore ed energia, fondamento per la medicina. Oltre a tutto questo, i vegetali possono anche aiutarci a ripensare ai sistemi organizzativi della nostra società e possono essere modelli, materia e applicazione in un’ottica contemporanea olistica dove il design  rigenerativo è il risultato della partecipazione tra sistemi tecnologici, antropizzati e natura, un circuito dinamico che dà vita ad un ecosistema resiliente e rigoglioso.

    Un ripensamento metodologico, che fa dell’osservazione della natura e dell’uso dell’interdisciplinarietà tra scienza, biologia, botanica, design e arte un connubio capace di accelerare la fisionomia di mondo più sostenibile.

    Qui scoprirete la potenza del mondo vegetale alla guida di mode e tendenze del design green e sostenibile a tuttotondo e lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi e dei prodotti.

    Plant-based food, bio architettura, bio mimetica, biofilia, design rigenerativo.

    Tutto all’insegna del rispetto dell’ambiente e rigorosamente crueltyfree.

  • L’EFFETTO LOTO E LA BIOMIMETICA

    “Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata”: lo sosteneva Albert Einstein e per millenni artigiani ed inventori di ogni tipo si sono liberamente ispirati a questo tipo di approccio, proponendo forme e soluzioni perfette proprio perché in grado di fornire implicitamente risposte reali e concrete a tutte le problematiche poste. Questo approccio viene anche chiamato biomimetica.

    Il loto in molti Paesi orientali è considerato simbolo di purezza, e nonostante i suoi fiori abbiano come habitat fiumi e laghi fangosi non li vedrete mai sporchi.

    I botanici hanno studiato questo meccanismo e hanno in effetti appurato che ìqueste piante possiedono un meccanismo naturale di autopulitura, infatti sulle loro foglie l’acqua non viene trattenuta, scivolando via trasformandosi microgoccioline. Avete notato che sono sempre asciutte?

    È il cosidetto effetto Loto. Questo è possibile perché le foglie di questa pianta sono rivestite da cristalli di una cera idrofobica di dimensioni nanometrice. L’area di contatto reale tra la goccia d’acqua e la superficie d’appoggio è solo del 3% di quella apparente, quindi il peso della goccia e la carenza di attrito la fanno scivolare via.

    Ispirati dalle proprietà idrorepellenti della foglia di loto, un gruppo di scienziati in Cina ha scoperto un modo per conferire una finitura anti-appannamento, anti-corrosiva  e autopulente al vetro e ad altri materiali trasparenti.

    Usando nanoparticelle di silicio che ricordano lamponi, gli scienziati del Chinese Academy of Sciences sono stati in grado di creare una superficie in vetro chiara, liscia e idrorepellente con buone proprietà di trasmissione anti-appannamento.

    In futuro potrà essere usata per parabrezza di auto, finestre, celle solari, LED, schermi di televisori e telefoni, che perdono spesso la propria efficienza fino al 40% per l’accumulo di polvere o sporcizia anche dopo poco tempo dal primo utilizzo.

    Lotusan produce pitture e intonaci a tecnologia Lotus-Effect®, in grado pulirsi autonomamente: lo sporco scivola via con la pioggia e la facciata resta pulita ed asciutta a lungo.

    Lot’o’dry è un sistema integrato di finitura dei tessuti che tiene in considerazione tutti gli elementi che vanno a contribuire alla performance di idrorepellenza, partendo dalle materie prime, andando alla struttura tessile ed infine ai processi di finissaggio e controllo.

    L’architetto e artista Luc Schuiten, osservando il Loto ha pensato ad un modello di città utopica, con il quale costruire, ispirata alla foglia del loto, che potrebbe sostituire i nostri tetti, grazie alla sua particolare forma che già in natura è in grado di incanalare l’acqua, creando una concavità all’interno dell’edificio e un sistema di tubi e vasche di raccolta per le acque piovane. Il progetto è stato esposto ad Artesella nel 2012

    Insomma, il loto è davvero un’ispirazione portentosa!

  • ARTE SELLA: LA MONTAGNA VISTA CON GLI OCCHI DEI DESIGNER

    Arte Sella nel 1986, un gruppo di creativi di Borgo Valsugana immagina di coniugare arte contemporanea e natura. Così sotto la guida di Emanuele Montibeller, attuale direttore artistico, Arte Sella diventa una raccolta di spunti e riflessioni pazzesche. Un insieme di opere e installazioni a cielo aperto, dove design, architettura e arte, intrecciano un dialogo fatto di contaminazione, tra creatività e mondo naturale.

    Qui non esistono scale, alcune opere potrebbero essere plastici di città futuristiche fatte di rami, foglie, bastoni e tronchi, altre moduli giganti di dettagli di prodotti di design.

    Qui c’è la montagna moderna ma anche le premesse per le città del futuro, che dovranno necessariamente tornare a stringere un rapporto più profondo con la natura.

    Arte Sella è processo creativo in cui l’opera di ogni artista prende forma giorno per giorno sul luogo, cogliendo dalla natura stessa materiali e ispirazioni.

    Nel 1996 il progetto Arte Sella si sviluppa lungo un sentiero forestale sul versante meridionale del monte Armentera: si definisce così il percorso ArteNatura, un sentiero forestale di grande fascino che si snoda nel bosco. Dal 1998 si aggiunge al percorso l’Area di Malga Costa, struttura un tempo dedicata all’alpeggio degli animali, che col tempo è diventata luogo espositivo e spazio dedicato ad incontri, eventi e concerti. Nel 2001 viene realizzata La Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, un’ imponente architettura naturale che si completa giorno dopo giorno grazie al paziente intervento della natura. Si aggiungono poi collaborazioni con i maestri dell’Art in Nature quali, per citarne alcuni, Nils-Udo, Arne Quinze, John Grade, Michelangelo Pistoletto, Henrique Oliveira ed Edoardo Tresoldi. Dal 2016 Arte Sella ha reso nuovamente fruibile il parco di Villa Strobele con un nuovo progetto legato all’architettura: il giardino ospita infatti installazioni realizzate da architetti di fama internazionale, quali Atsushi Kitagawara, Kengo Kuma e Michele De Lucchi.

    Un progetto che è stato in grado di rilanciare l’intera area, infatti la Valsugana è la prima ed unica destinazione certificata per il turismo sostenibile a livello mondiale secondo i criteri GSTC (Global Sustainable Tourism Council). Un modello che mette la comunità al centro, un esempio positivo di eccellenza italiana che conferma e ribadisce la forte attenzione che il territorio della Valsugana pone nei confronti della sostenibilità e degli aspetti collegati ai cambiamenti climatici.